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sai cos’è un perdente?

Cari lettori, benvenuti in questa nuova rubrica che, con cadenza settimanale, vi accompagnerà nella scelta dei prossimi libri da acquistare e delle pellicole cinematografiche da aggiungere alla lista delle cose da guardare. Dato che la stagione estiva ha ormai preso l’avvio, per questo primo appuntamento la scelta ricadrà su due titoli leggeri, ma non per questo poco seri. Un libro che può tenervi compagnia sotto l’ombrellone è, senza dubbio, “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace: un giornalista viene incaricato di scrivere un reportage sulla fantastica esperienza di una crociera extralusso di sette giorni ai Caraibi, con tutti gli agi e le sfarzosità del caso compresi nel prezzo. Il tutto viene descritto attraverso gli occhi di Wallace che, utilizzando la sua peculiare sagacia e l’immancabile sarcasmo, ne approfitta per muovere una critica alla società che ci vuole costantemente in cerca di nuove esperienze, e anche alla crociera stessa, il cui obiettivo sembrerebbe non quello di appagare ogni desiderio, ma di rendere insoddisfatti i suoi passeggeri – Foster Wallace parla proprio di insaziabilità, perché, in sostanza, più hai e più desideri -. Giunti alla fine di questo esilarante reportage di circa 150 pagine, sorge spontanea una riflessione: quando si vive questo genere di esperienze – crociere, vacanze, viaggi – sentiamo spesso quasi l’obbligo di divertirci, la paura di sprecare quel breve lasso di tempo della durata di qualche giorno, alla ricerca di un relax e di un divertimento che talvolta risultano forzati, un’esperienza che sicuramente tutti hanno vissuto almeno una volta. Ed è per questo che Wallace non delude mai: diverte, ma fa riflettere.
​Un film, allo stesso modo, spassoso ma non stupido è “Little Miss Sunshine”, per la regia di J. Dayton e V. Faris: la strana e allargata famiglia Hoover intraprende un viaggio per accompagnare la piccola Olive, di sette anni, ad un concorso di bellezza per realizzare il suo sogno più grande; attraverso scene divertenti, che spesso ricadono nel grottesco, vengono rivelati i profondi problemi di ogni componente della strampalata famiglia. Particolarmente commovente è il dialogo tra la piccola e il suo amato nonno, interpretato da Alan Arkin – un ruolo che gli è valso la vittoria dell’Oscar come migliore attore non protagonista, e che è recentemente scomparso – nel quale la bambina sfoga tutte le sue insicurezze, soprattutto fisiche, per essere poi consolata dalle rassicuranti parole del nonno: “un vero perdente è uno che ha così paura di non vincere che nemmeno ci prova”. Anche se di primo acchito non si direbbe, questo è un film delicato, che, con estrema semplicità, ricorda a tutti quanto può essere liberatorio essere se stessi: ce lo dimostra la piccola Olive alla fine del film.

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