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Are Fest 2024: Tra costi e benefici per il territorio

Il dibattito sull’Are Terre del Negroamaro Fest 2024 si accende tra la maggioranza guidata dal Sindaco François Imperiale e i consiglieri di minoranza Verdoscia, Catarozzolo e Rucco. Al centro della discussione, i costi sostenuti per l’evento, che secondo i consiglieri avrebbero generato un disavanzo di circa 57.000 euro. Tuttavia, la questione economica si intreccia con una visione più ampia degli effetti positivi di manifestazioni di questo calibro sul territorio.

Il nodo dei conti: spesa o investimento?

Secondo i documenti ufficiali, l’Are Fest è stato realizzato con un notevole impegno finanziario, grazie anche a fondi regionali e ministeriali che hanno contribuito a coprire parte delle spese. La minoranza pone l’accento sul disavanzo, ritenendolo un costo eccessivo per le casse comunali, ma l’amministrazione Imperiale ribatte sostenendo che questi numeri vanno letti nell’ambito di una strategia più ampia.

I grandi eventi, infatti, richiedono investimenti significativi, ma possono generare un ritorno economico indiretto che spesso non viene contabilizzato nei bilanci ufficiali. Dall’aumento del turismo locale alla promozione dei prodotti enogastronomici, passando per la visibilità del territorio sui media, il valore di queste iniziative supera il mero calcolo contabile.

Un successo di presenze e promozione

Il Sindaco ha sottolineato come l’edizione 2024 abbia registrato un boom di presenze, un segnale importante per un evento che punta a promuovere il Negroamaro e le eccellenze locali. L’Are Fest ha attirato visitatori da fuori regione, generando un indotto positivo per le attività commerciali locali, dalle strutture ricettive ai ristoranti.

“Si utilizzano i soldi dei cittadini, dicono dalla Minoranza. E quali dovremmo utilizzare?” ha provocatoriamente chiesto Imperiale, ricordando come il bilancio comunale sia in equilibrio e che il Comune ha attratto quasi 5 milioni di euro di finanziamenti nei primi due anni di mandato.

Gli effetti sull’indotto locale

Pur riconoscendo i costi elevati, è difficile ignorare i benefici indiretti che eventi di questo genere portano al territorio. Le stime parlano di un significativo incremento nelle presenze turistiche durante i giorni del festival, con molte strutture alberghiere e B&B che hanno registrato il tutto esaurito. Anche le imprese enogastronomiche locali hanno beneficiato dell’afflusso di visitatori, con un aumento delle vendite di prodotti tipici come il Negroamaro e l’Uva Cardinal.

Questi benefici non sempre trovano spazio nei documenti contabili, ma rappresentano un valore aggiunto per l’economia locale. Il marketing territoriale, come ha sottolineato il Sindaco, è una leva strategica per lo sviluppo del territorio.

La sfida delle proposte alternative

Nel dibattito politico, la mancanza di proposte alternative da parte della minoranza è stata evidenziata dal Sindaco come un limite al confronto costruttivo. Al contrario, l’amministrazione punta su progetti ambiziosi come il marketing del cibo con “Lievito Madre” e la riqualificazione urbana, elementi che si inseriscono in una visione di sviluppo a lungo termine.

D’altro canto, i consiglieri di minoranza hanno annunciato ulteriori manifesti e approfondimenti per spiegare come, a loro avviso, le risorse pubbliche potrebbero essere gestite diversamente.

Conclusione: una questione di prospettiva

Il dibattito sull’Are Fest riflette una divergenza di visione tra chi valuta un bilancio sulla base delle cifre e chi lo considera un investimento per il futuro. È indubbio che i costi siano elevati, ma è altrettanto evidente che l’evento abbia rafforzato la visibilità del territorio, stimolato l’economia locale e consolidato l’identità culturale di Guagnano.

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