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Molto forte, incredibilmente vicino

[su_quote]Inventare un bollitore parlante, oppure dei microfoni per ascoltare il battito del cuore tipo che tutti ne inghiottiamo uno, e la sera, andando in strada con lo skateboard, potremmo sentire il battito di tutti gli altri.[/su_quote]

molto-forte-incredibilmente-vicinoRECENSIONE | Questo e molto altro pensa e sogna Oskar, il bambino newyorkese protagonista del’incredibile romanzo di Jonathan Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.
Questo pensa e sogna Oskar, per tenere le mente occupata, il più lontano possibile dal ricordo della morte del padre, vittima civile dell’attentato dell’unici settembre.
Tutto quello che gli rimane è un messaggio in segreteria e una chiave, trovata un giorno, per caso tra le vecchie cose del padre. Una chiave e un nome ‘Blake’. Oskar immagina che, se riuscisse a svelare l’enigma di quell’oggetto, potrebbe sentirsi più vicino al padre ed elaborare il lutto.
Inizia così una piccola odissea tra Manhtann e il Bronx, da Central Park a Ground Zero, in una città dolente e surreale.
Un bambino con una straordinaria intelligenza e sensibilità, che non ha paura di varcare il mondo, alla ricerca di una piccola felicità.
«Se il sole esplodesse, non ce ne accorgeremmo per otto minuti: il tempo che impiega la luce ad arrivare fino a noi. Per otto minuti, il mondo sarebbe ancora illuminato e sentiremmo ancora caldo. Era passato un anno dalla morte di mio padre e sentivo che i miei otto minuti con lui stavano per scadere».
Un romanzo che fa riflettere, che apre tutte le porte del cuore, che fa commuovere. E’ una chiave per crescere, ogni scena viene guardata con i nostri occhi, quelli del lettore, ma attraverso lo sguardo di un bambino che ha la capacità di ipnotizzare con la sua particolarità.
Questo libro è un viaggio, che il protagonista intraprendere con il suo zainetto e la sua forza d’animo e noi lettori ci lasceremo trasportare, magari in braccio o sulle spalle, per goderci il panorama che presto raggiungeremo insieme.

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