
Circa una settimana fa, i Consiglieri di Opposizione di “Vite in Comune” avevano denunciato un episodio accaduto nel corso della Sagra dell’Uva Cardinal, svoltasi a Guagnano il 28 e il 29 Luglio.
Dopo diversi botta e risposta, giunge oggi la replica ufficiale di Totò Pezzuto, ex Assessore del Comune di Guagnano.
Di seguito il comunicato ufficiale: «Si è consumata, nell’ultimo Consiglio Comunale, ed è proseguita poi sulla stampa, la replica tragicomica del processo riservato ai criminali razzisti a Norimberga. Imputati tre nostri concittadini, che di criminoso hanno ben poco, anzi, sono noti come persone pacifiche, mai coinvolte in manifestazioni di violenza o di sovversione all’ordinamento democratico, ma rispettose delle leggi dello Stato, più di tanti “Antifascisti”… non hanno mai commesso un reato, nemmeno fumare una canna (illegalità molto diffusa in certi ambienti), ma hanno sempre operato in attività di volontariato che spaziano dalla parrocchia, passando per la Pro Loco, sino al CTO del Premio Terre del Negroamaro, al solo scopo di rendere disinteressatamente un servizio a questa piccola patria che è Guagnano. Nessuno di loro ha mai manifestato ambizioni personali o fini reconditi. Gratificazioni? Premio? Solo l’intima soddisfazione di aver contribuito alla realizzazione di manifestazioni che siano orgoglio per tutti i Guagnanesi, siano essi di destra o di sinistra o di centro. Tra loro c’è chi, come tanti odiati fascisti, ha servito “gratuitamente” lo Stato democratico, giurando fedeltà alla Costituzione, quella Costituzione unica in tutto l’occidente… compiutamente antifascista. C’è chi lo ignora a tal punto da chiedere al Sindaco e al Consiglio Comunale di dichiarare Guagnano paese antifascista, come se fosse in Bielorussia. Ma le domande sorgono spontanee: avete paura dei fantasmi? Perché seminare odio? Perché scavare fossati? Perché marcare divisioni o alzare barriere? Caro Sindaco, questo è, mi auguro, il puerile vano tentativo di far fallire il tuo progetto politico, che noi, uomini di destra, abbiamo sposato, fatto nostro, sostenuto, nella speranza di vedere il Centro Destra e il Centro Sinistra lavorare insieme, per il supremo bene comune. Ma veniamo al famigerato saluto romano. Acclarato che mai nessuno di noi si sognerebbe di auspicare ad oggi uno stato totalitario per la Nostra Patria che noi amiamo, sia essa fascista o democratica, Patria di cui ne apprezziamo la democrazia, e per la quale soffriamo quando viene calpestata e vilipesa, crediamo fermamente nella necessità di una pacificazione della nazione… dunque…quale significato in quel saluto (se ci è permesso di pensare nella vostra idea di democrazia)? Un saluto che sancisce la nostra non condivisione del modello di società e non di democrazia, una società che ha ridotto l’uomo, meraviglia del creato, in un semplice meccanismo di produzione; una società che ha distrutto il concetto di famiglia, demolito l’idea di Patria, accecato la tradizione cristiana; una società che ha sostituito Dio col denaro, gli interessi dei popoli con quelli della finanza e del profitto, che hanno calpestato di fatto la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, succubi dei mercati e della Borsa. Quel saluto per dire: “non sono omologato, voglio continuare a credere nei valori della tradizione, voglio continuare a credere negli usi e costumi che furono dei Nostri Padri nella cristianità e nella cultura dell’Occidente; questa società corrotta, marcia negli uomini e nelle idee, non mi appartiene”! Se tutto ciò è reato, ditemi… cosa dobbiamo fare per essere trattati, tollerati nella Nostra Patria, al pari di tutti quegli extracomunitari che pretendono le moschee, che in nome della Salvezza Eterna si lasciano esplodere tra la folla ignara, che considerano l’Occidente segno del male e tutti voi e noi cani infedeli.
Paura dei fantasmi?
Sindaco, salva il tuo progetto, spegnendo i tromboni seminatori di odio e di divisioni, nella comunione di intenti ed ideali».
condivido pienamente lo scritto fatto di realtà e non di ipocresia