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‘Ventuno gradini’ di Antonello D’Ajello, ospite della Rassegna Letteraria a Guagnano

Martedì 11 Ottobre ricominciano gli appuntamenti della rassegna letteraria ‘ … , , ‘ presso la Biblioteca del Negroamaro e delle Terre d’Arneo di Guagnano.
Domani alle 18.30, lo scrittore pugliese ’ presenterà il suo ultimo libro ‘ ’ (argoMenti, 2020).
A dialogare con l’autore sarà Angela Rubino e le letture a cura di Fabio Rubino daranno voce ad alcune pagine del libro. È anche previsto l’ intervento dell’editore Antonio Soleti.
Filo conduttore del romanzo è lo stretto legame tra emozioni e ricordi, che emergono dal racconto dell’auto. Un racconto che rappresenta una sorta di viaggio nella profondità dell’animo dell’ autore, viaggio durante il quale egli cerca di accompagnare il lettore in una sorta di riscoperta temporale di un passato che fu, attraverso quelle emozioni che rendono ancora vivi ricordi lontani, dando loro una luce nuova.
Con ” VENTUNO GRADINI”, l’autore ci farà rivivere l’atmosfera di una famiglia costretta a vivere in una casa cantoniera ferroviaria alla periferia di una città Salentina, raccontando l’infanzia di un bimbo molto solo, a volte incompreso, triste.Solo l’amore di un padre ha saputo scoprire in lui pregi e talenti ed è riuscito a rendere la vita di Nenello, il protagonista principale, meno dura. E in quell’ effimero e fugace spazio di un racconto, la sorte e alcune antiche foto hanno fatto scoprire la vera esistenza e il vero io di una vita intera. Aneddoti divertenti di un padre (LU PIPPI) particolarmente buono, arricchiscono e addolciscono con un sorriso un romanzo che ha dell’assurdo, tanto che le stesse scoperte e i misteri risolti e non, tendono a sembrare solo frutto della fantasia. Invece è quasi tutto vero, tutto così autentico, anche gli stessi personaggi.’

“In Ventuno gradini si sale sulla rampa delle emozioni. Quelle che ti fanno traballare le gambe perché quando respiri bellezza, sentimenti autentici, pensi di non farcela, ti senti mancare la terra sotto i piedi. Non tutti gli scalini portano dove vuoi, spesso devi fare proprio quelli che non vorresti e tutto appare così lontano, grande, immenso, faticoso. Quei gradini però portano alla solidità delle tue certezze, ogni passo un dubbio ed un’esitazione in meno. Salirli significa arrivare ad un equilibrio, ad un compromesso con te stesso. Sono la vita, la casa, la famiglia, le paure. Sono tante cose, ma soprattutto sono sudore di solitudine e polvere di povertà. Sono ricordi. Avanzano per suggerirti che nulla è perduto se hai la schiena dritta, il buono nel cuore, la dignità negli occhi e l’onestà nelle azioni. I ricordi sono l’elastico della vita”, afferma Lucia Accoto.

Antonello D’Ajello, nasce a Gallipoli nel 1963, e affronta mille difficoltà esistenziali e lavorative, finché non scopre la sua vena letteraria che lo incoraggia nel 2016 a pubblicare il suo primo romanzo Come Le Rose Di Maggio (ArgoMenti Edizioni), in cui narra la toccante esperienza della malattia e della disabilità che ha colpito il figlio Matteo. Il 26 dicembre 2012 è la data che cambierà per sempre la sua vita e quella della sua famiglia: suo figlio Matteo viene colpito da una grave malattia invalidante e Antonello sente il bisogno di esternare la sua disperazione attraverso un libro che Antonello scrive per Matteo ma anche per tutte le persone che soffrono. Nel 2020 esce il secondo libro “Ventuno gradini”. È la storia della sua vita, la sua gioventù, la famiglia, il primo amore, la povertà, un vortice di emozioni fortissime che rapiscono il lettore Antonello ha deciso di mettere a nudo se stesso, senza filtri.

Insomma , nasce spontanea una riflessione: questi “Ventuno gradini” rappresentano quegli ostacoli, a volte gravosi, ma non insormontabili, che ciascuno di noi incontra nella sua vita e che rappresentano una parte importante del bagaglio di esperienze che appartengono alla vita di ciascuno .

A seguire, una degustazione di vini a cura di Cantele chiuderà la serata.

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