La vita può cambiare in un attimo. Sogni e speranze si frantumano in un secondo, tutto va all’aria senza che tu te ne renda conto e ti ritrovi a fare i conti con la realtà, spesso crudele. Lo sa bene Cristian Leone, ragazzo guagnanese di 28 anni, la cui esistenza è cambiata radicalmente una calda notte d’estate in una frazione di secondo, a migliaia di chilometri da casa.
Siamo a Bad Homburg, in Germania, vicino a Francoforte, dove Cristian vive ormai da alcuni anni svolgendo con soddisfazione il mestiere di pizzaiolo e sogna come emigrante un futuro migliore: ma la sera del 13 luglio 2024 per colpa di un incidente automobilistico a bordo della sua Peugeot decappottabile in centro città dopo non aver rispettato uno stop, tutto cambia. I vigili del fuoco accorsi sulla scena la descrivono come tragica, e riescono ad estrarre il corpo di Cristian dall’abitacolo con difficoltà. Durante il trasporto in ospedale le sue condizioni appaiono da subito critiche, la sua è appesa letteralmente ad un filo: Cristian ha riportato danni al cervello, fratture vertebrali, lesioni alla spina dorsale, danni ai polmoni, la frattura della mascella e numerose fratture alla gamba sinistra. I medici tedeschi hanno poche speranze, lo dichiarano clinicamente morto e fanno il possibile per tenerlo in vita. Da quel momento inizierà un calvario per lui e per la sua famiglia, con la madre Margherita e il fratello maggiore Cosimo che sin da subito si mobilitano per ottenere le migliori cure mediche e stare al fianco di Cristian nonostante la distanza e le difficoltà logistiche e linguistiche.
“Abbiamo trascorso momenti terribili, all’inizio sono stati giorni di attesa e insicurezza , avevamo poche speranze di rivederlo vivo”, ci racconta sua madre. Dopo numerosi e delicatissimi interventi chirurgici, Cristian è fuori pericolo ma passerà nove lunghi mesi presso una struttura riabilitativa in Germania, con il fratello Cosimo sempre al suo fianco pronto ad assisterlo.
Poi il 13 aprile 2025 grazie alla cooperazione tra il consolato e l’ambasciata italiani e l’aiuto del Comune di Guagnano, del Sindaco François Imperiale, dell’assessorato ai servizi sociali e dei servizi sociali con la dott.ssa Giovanna Tarantini, Cristian può finalmente tornare a casa vicino alla sua famiglia. Qui comincia un altro capitolo della sua vita, e grazie ad un intervento rischiosissimo per la ricostruzione del cervello svolto presso il reparto di neurochirurgia dell’ospedale Perrino di Brindisi dal primario dott. Francesco Romeo e dal dott. Piermassimo Proto, le sue condizioni iniziano a migliorare.
Inizia così una vera e propria rinascita anche grazie al magistrale lavoro svolto da tutti i funzionari del Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, un presidio ospedaliero di alta specialità che si occupa in particolare di pazienti paraplegici, tetraplegici, stati vegetativi e post-comi. In sette mesi di continuo lavoro sotto le cure della neurologa dott.ss Vincenza Pinto e della fisioterapista dott.ssa Carmela Indennitate, Cristian si è sottoposto a numerose sedute di fisioterapia e logopedia, mostrando progressi continui. Il ragazzo a Ceglie ha trovato un ambiente intimo e familiare, coccolato da medici, infermieri e oss che lo fanno sentire come a casa, mostrando un lato umano oltre che professionale che sono fondamentali per la ripresa fisica e psicologica di un paziente che sta attraversando un momento a dir poco difficile.
Dopo le feste natalizie Cristian si sottoporrà ad un nuovo delicato intervento per la ricostruzione del piede sinistro presso il reparto di ortopedia del Perrino e la speranza dei medici e degli assistenti è quella di vederlo presto tornare a camminare.
“Mio figlio ha una forza d’animo incredibile, senza la sua voglia di vivere sicuramente saremmo crollati”, ci dice Margherita. “Cristian non si arrende mai, affronta le giornate con forza e coraggio nella speranza di un futuro migliore”.
Ed è quello che ci auguriamo con tutto il cuore per Cristian.