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Blitz antimafia nel Nord Salento, 30 arresti: azzerato il clan dopo l’agguato col Kalashnikov

Un imponente dispositivo di oltre 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, supportati dalle unità speciali dell’Aliquota di Primo Intervento di Brindisi, dalle Squadre Operative di Supporto dell’11° Reggimento “Puglia”, dal Nucleo Cinofili di Modugno e dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori, ha fatto scattare all’alba di oggi una vasta operazione antimafia nel Nord Salento. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 30 persone ritenute affiliate o vicine ai clan della Sacra Corona Unita. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, violenza privata e incendio doloso.

Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice della Dda Giovanna Cannarile, sono durate circa quattro anni e hanno subito una netta accelerazione a partire dal dicembre del 2022. In quella circostanza, all’interno di un distributore di benzina alla periferia di Squinzano, si era consumato un efferato agguato di stampo mafioso, nel quale un trentaseienne del posto era stato ferito da una sventagliata di proiettili calibro 7.62 sparati da un fucile d’assalto Kalashnikov, mentre si trovava in auto con la moglie e i figli piccoli. Da quell’episodio gli inquirenti hanno ricostruito la mappa del controllo del territorio operato dal sodalizio criminale, capace di imporre la propria egemonia attraverso intimidazioni, attentati incendiari e sistematici atti di violenza per reprimere sul nascere qualsiasi tentativo di autonomia da parte di gruppi rivali o pusher indipendenti. L’attività investigativa ha inoltre documentato la persistenza dei tradizionali riti di affiliazione formale alla Sacra Corona Unita.

L’ordinanza di custodia cautelare ha colpito diciannove persone residenti a Squinzano, centro nevralgico dell’inchiesta: si tratta di Antonio Guadiello, detto “Roberto”, di 43 anni, Cosimo De Luca, di 39 anni, Emanuele Giordano, di 32 anni, Davide Guerrieri, di 39 anni, Alessandro Guido, di 42 anni, Gianmarco Maci, di 27 anni, Luca Margherito, di 49 anni, Patrizio Margilio, di 43 anni, Gianluca Melendugno, di 48 anni, Mattia Miccoli, di 35 anni, Roberto Micelli, di 49 anni, Francesco Morelli, di 31 anni, Mattia Pennetta, di 26 anni, Andrea Spagnolo, di 47 anni, Raffaele Vedruccio, di 24 anni, Giovanbattista Cairo, di 40 anni, Salvatore Tafuro, di 67 anni, Bajran Bajrusi, di 36 anni, e Gianfranco Grasso, di 53 anni.

Il blitz ha esteso le sue perquisizioni e catture anche nei comuni limitrofi, smantellando la rete dei contatti e dei referenti locali del clan. Nel territorio di Trepuzzi i provvedimenti hanno riguardato Claron Bajrusi, di 24 anni, Simone Primiceri, di 32 anni, Samuele Gravili, di 23 anni, e Giosuè Primiceri, di 64 anni. Nel comune di Torchiarolo sono stati arrestati Michael Canoci, di 23 anni, Mirco Garzia, di 30 anni, Antonio Perrone, di 27 anni, e Giuseppe Alex Tommasi, di 23 anni. Le restanti misure hanno infine colpito Patrick Cava, trentenne residente a Guagnano, Alessio Miglietta, ventitreenne di Campi Salentina, e Vittorio Vadacca, ventitreenne di San Donaci. Nelle prossime ore gli inquirenti terranno una conferenza stampa presso la Procura di Lecce per illustrare i dettagli dell’operazione e l’esito dei sequestri di armi e droga effettuati durante la mattinata.

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