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CampoLino, a Villa Baldassarri l’orto di comunità che coltiva terra, relazioni e futuro

Un terreno agricolo recuperato, coltivato insieme e trasformato in uno spazio di incontro, condivisione e crescita collettiva. È questa l’essenza di CampoLino, il progetto di agricoltura sociale promosso dall’Associazione HDemia di Villa Baldassarri, presentato durante il 2° Green Workshop del Progetto Interreg EDEN – “Spazi peri-urbani per l’agrobiodiversità”, svoltosi presso l’Orto Botanico del Salento di Lecce.

L’iniziativa ha riunito studiosi, associazioni, istituzioni e operatori impegnati nella promozione della biodiversità agricola e nella valorizzazione degli spazi verdi periurbani. Tra i protagonisti dell’evento anche il dottor Riccardo Panna dell’Università del Salento, che ha illustrato il ruolo degli orti urbani nella società contemporanea, evidenziandone le ricadute sociali, culturali e ambientali.

Nel corso del workshop, i rappresentanti di HDemia hanno raccontato l’esperienza di CampoLino, suscitando interesse e apprezzamento tra i partecipanti. Il progetto nasce grazie alla disponibilità di Lino Taurino, per anni titolare di uno storico bar di Villa Baldassarri e volto noto della comunità locale, che ha messo a disposizione un terreno agricolo trasformandolo in uno spazio dedicato all’incontro, alla collaborazione e alla coltivazione condivisa.

Negli ultimi anni quel terreno si è trasformato in un vero e proprio orto di comunità, curato da volontari appartenenti a generazioni diverse. Qui vengono coltivate patate, ortaggi stagionali e varietà locali, ma soprattutto vengono coltivati rapporti umani, spirito di collaborazione e senso di appartenenza.

CampoLino rappresenta un esempio concreto di agricoltura sociale. Non è soltanto un luogo di produzione agricola, ma uno spazio dove le persone si incontrano, condividono esperienze, apprendono nuove competenze e riscoprono il valore della terra come bene comune. Lavorare insieme nell’orto significa costruire relazioni, favorire l’inclusione e trasmettere conoscenze che rischiano di andare perdute.

L’esperienza si inserisce perfettamente nella filosofia del progetto “Lievito Madre”, attraverso il quale HDemia promuove percorsi di partecipazione, autoproduzione e cittadinanza attiva. Una visione che mette al centro la comunità e che considera la sostenibilità non soltanto una pratica ambientale, ma anche un modo di creare legami sociali più forti e duraturi.

Durante la presentazione sono stati illustrati anche gli sviluppi futuri del progetto. L’obiettivo è quello di rendere CampoLino un orto comunitario sempre più strutturato, capace di diventare un punto di riferimento per il territorio. Tra le iniziative in programma figurano attività formative rivolte agli ortisti, percorsi didattici per scuole e famiglie, momenti di sensibilizzazione sui temi dell’agricoltura sostenibile e progetti dedicati alla tutela della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione sarà dedicata alla conservazione delle varietà tradizionali del territorio, allo scambio di semi antichi e alla valorizzazione dei saperi contadini, con l’obiettivo di costruire una rete di collaborazione tra cittadini, associazioni e realtà locali. Non mancheranno inoltre momenti conviviali ed eventi comunitari che permetteranno di condividere i frutti del lavoro svolto nell’orto e rafforzare ulteriormente i legami sociali.

L’apprezzamento ricevuto durante il workshop di Lecce conferma l’importanza di esperienze come CampoLino, capaci di coniugare agricoltura, inclusione sociale, educazione ambientale e partecipazione civica. Un progetto nato dalla generosità di un cittadino e dall’impegno di un gruppo di volontari che oggi rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione possa generare valore per l’intera comunità.

Perché CampoLino non è soltanto un orto. È un luogo dove la terra coltiva persone, idee e relazioni, dimostrando che il futuro delle comunità può nascere anche da un seme piantato insieme.

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