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A Salice Salentino inaugura “Dioniso ebbro”: il viaggio nell’arte del bere nell’Antichità

Il vino come simbolo di cultura, identità, condivisione e dialogo tra popoli. È questo il filo conduttore di “Dioniso ebbro. L’arte del bere nell’Antichità”, la mostra che sarà inaugurata martedì 30 giugno alle ore 18 negli spazi del Convento della Madonna della Visitazione di Salice Salentino.

L’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del programma culturale promosso dal Polo Biblio-museale di Lecce in occasione del Cinquantenario della DOC Salice Salentino, arricchendo il percorso celebrativo già avviato con la mostra fotografica La Campagna Salentina. Immagini dall’Archivio Palumbo, ancora visitabile negli spazi del convento che ospitano la Biblioteca di Comunità e l’Archivio Storico.

Protagonisti dell’esposizione sono 34 reperti archeologici, finora custoditi nei depositi del Museo Castromediano: 29 ceramiche e 5 manufatti in bronzo, testimonianze preziose che raccontano il ruolo del vino nel mondo antico, non soltanto come alimento o bevanda, ma come elemento centrale della vita sociale, religiosa e culturale.

Ad accompagnare il percorso espositivo sarà anche una sezione didattica dedicata ai più piccoli, con pannelli esplicativi e uno spazio pensato per attività ludiche ed educative, con l’obiettivo di avvicinare anche le nuove generazioni alla conoscenza del patrimonio archeologico.

All’inaugurazione interverranno Antonio Zunno, dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto; Cosimo Leuzzi, sindaco di Salice Salentino; Cosimo Durante, presidente del Gal Terra d’Arneo; Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano, e l’archeologa Anna Lucia Tempesta, curatrice della mostra.

L’esposizione invita il visitatore a riflettere sul profondo significato culturale del vino nel Mediterraneo antico. Le storie di Dioniso e del suo culto raccontano infatti temi ancora attuali come inclusione, esclusione, identità e contaminazione tra culture. Il simposio greco, luogo privilegiato del consumo rituale del vino, diventa così il simbolo di uno spazio di confronto e condivisione, dove il bere insieme assume un valore che va ben oltre il semplice convivio.

A introdurre idealmente il percorso è una celebre riflessione di Platone: “Il vino è come un filtro, un medicamento capace di rivelare l’animo umano, saggiarlo ed educarlo attraverso il biasimo in caso di violazione e la lode in caso contrario.” Un pensiero che sintetizza perfettamente lo spirito della mostra, capace di trasformare il vino in una chiave di lettura della civiltà antica e delle sue relazioni sociali.

Con “Dioniso ebbro. L’arte del bere nell’Antichità”, Salice Salentino rinnova il proprio legame con una tradizione vitivinicola che affonda le radici nella storia del Mediterraneo, proponendo un percorso che unisce archeologia, storia e valorizzazione del territorio nel segno della cultura.

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