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Dal 1982 a oggi: il delegato Tramacere racconta la storia della Sagra del Maiale di Villa Baldassarri

Raccontare la storia della Sagra del Maiale di Villa Baldassarri significa ripercorrere una parte importante della storia della nostra comunità. È una manifestazione nata dal basso, dall’idea e dalla volontà di alcuni cittadini, e cresciuta negli anni fino a diventare uno degli appuntamenti più attesi e riconoscibili della nostra frazione.

Tutto ebbe inizio il 1° settembre 1982, con la prima edizione della Sagra del Maiale Baldassarrese. L’idea fu del nostro concittadino Paolo Tardio, che all’epoca ricopriva l’incarico di assessore delegato della frazione. Fu un’intuizione semplice, ma allo stesso tempo straordinaria: creare un momento capace di unire la tradizione, la convivialità e la voglia di stare insieme.

La prima edizione si svolse nell’arco di dieci giorni, dal 1° al 10 settembre 1982. Non era soltanto una sagra gastronomica: ogni sera Villa Baldassarri si animava di iniziative, giochi, spettacoli e momenti di aggregazione.

Quel primo progetto fu reso possibile grazie all’impegno di tanti cittadini che facevano parte del Comitato feste patronali. Alcuni di loro oggi non sono più tra noi e credo sia doveroso ricordarli, perché il patrimonio di una comunità passa anche attraverso la memoria delle persone che hanno contribuito a costruirlo. Ricordo in particolare Daniele Caputo, Cosimo Dell’Atti, Luigi De Luca e Nicola Tartarelli, insieme a tutti coloro che, con entusiasmo e generosità, diedero il proprio contributo.

Io, allora, avevo appena diciannove anni. Insieme ad alcuni miei coetanei fui coinvolto nell’organizzazione e nella realizzazione della sagra. Erano giorni intensi, pieni di entusiasmo e di quella voglia di fare che animava la nostra comunità.

Mi furono affidati due appuntamenti particolarmente sentiti: la gara canora dedicata ai nostri ragazzi e la gara di liscio. C’erano poi la corsa con i sacchi e l’immancabile albero della cuccagna, che vedeva spesso lo stesso vincitore: il nostro concittadino Mello Domenico.

Ricordo ancora il calore del pubblico, l’emozione di chi si esibiva e l’entusiasmo di chi partecipava ai giochi. Erano momenti semplici, ma proprio per questo autentici. La sagra riusciva a trasformare le serate di settembre in occasioni di incontro, amicizia e condivisione.

Quella prima edizione fu molto più di una semplice festa: rappresentò la forza di una comunità unita, creativa e orgogliosa delle proprie radici. Un ricordo che ancora oggi merita di essere custodito e trasmesso alle nuove generazioni.

Con il passare dei decenni, l’organizzazione passò alla Pro Loco, guidata inizialmente e per diversi anni dal presidente Antonio Caragiuli. Successivamente il testimone passò a me, quindi ad Alberto Scalinci, per tornare infine ancora ad Antonio Caragiuli.

Nel tempo anche la manifestazione si è profondamente rinnovata: dai dieci giorni delle origini si è arrivati agli attuali tre giorni, intensi e coinvolgenti, arricchiti dalla musica dal vivo e dagli spettacoli distribuiti su due palchi. Un’evoluzione che ha rafforzato il prestigio e il successo della manifestazione.

Eppure, nonostante i cambiamenti, lo spirito della Sagra del Maiale è rimasto quello di sempre: ritrovarsi, stare insieme e valorizzare una tradizione che appartiene profondamente a Villa Baldassarri.

A distanza di tanti anni, guardando a quella prima edizione del 1982, penso soprattutto alle persone. A chi ebbe l’idea, a chi lavorò dietro le quinte, a chi organizzò gli spettacoli, a chi partecipò ai giochi e a chi venne semplicemente a trascorrere una serata in compagnia.

La storia della nostra sagra è, in fondo, la storia di Villa Baldassarri e della sua gente: una storia fatta di impegno, amicizia, tradizione e appartenenza.

Il nostro compito oggi è custodire questa memoria e, allo stesso tempo, consegnarla alle nuove generazioni. Perché una manifestazione come questa non vive soltanto nel presente: vive nei ricordi di chi l’ha costruita e nella voglia di chi verrà dopo di noi di continuare a far festa insieme.

Dalla prima sera del 1° settembre 1982 fino ai giorni nostri, la Sagra del Maiale ha attraversato generazioni e cambiamenti, diventando una tradizione profondamente radicata nel cuore della nostra comunità.

Ed è questa, più di ogni altra cosa, la sua storia più bella.

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