La gestione della plastica e, più in generale, dei rifiuti, sta attraversando una fase delicata in diversi Comuni del Salento. A Guagnano, al momento, non si registrano criticità nella raccolta, ma la situazione della filiera resta complessa e potrebbe avere ripercussioni anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Ambiente del Comune di Guagnano, Andrea Rizzo, affrontando anche il tema dell’incendio che ha interessato l’Ecocentro di Lequile e quello della riduzione della plastica alla fonte.
In diversi Comuni del territorio, come Melendugno, si stanno registrando da tempo criticità nella raccolta dei rifiuti, con passaggi sempre più diradati o, in alcuni casi, mancati. A Guagnano, al momento, non si registrano problemi di questo tipo: c’è però il rischio che una situazione simile possa verificarsi in futuro? E cosa sta facendo l’amministrazione per prevenirla?
«Purtroppo potrebbe succedere anche a Guagnano. Finora abbiamo ricevuto solo comunicazioni preventive di interruzione del servizio, ma l’allarme è rientrato grazie alla collaborazione tra Sudgas e Corepla, che hanno consentito lo stoccaggio della plastica nonostante una grave crisi generale blocchi la filiera del riciclo.
Per quanto riguarda l’agglomerato al quale appartiene Guagnano, l’Aro Lecce 1, non sono previsti stop immediati, ma la situazione resta critica. I Comuni, da soli, hanno le mani legate in questo senso. La Regione Puglia si è mossa per trovare nuovi siti di stoccaggio temporaneo, ma è una soluzione tampone.
Il nodo cruciale è nazionale ed europeo: chi acquista plastica oggi preferisce quella vergine, importata dai Paesi asiatici con regole meno rigide, che costa la metà di quella riciclata».
Nei giorni scorsi l’Ecocentro di Lequile è stato interessato da un importante incendio, in un quadro già delicato per la gestione dei rifiuti. Che riflessione fa questo episodio sul sistema di raccolta e conferimento del territorio? È arrivato il momento di ripensare alcuni aspetti del modello attuale?
«Sì, il modello attuale va sicuramente ripensato. A livello di Unione Europea ci si sta muovendo in questa direzione: bisogna spostare il baricentro dalla quantità alla qualità e alla stabilità della filiera.
Questo significa dare pieno compimento agli strumenti normativi disponibili, a partire dal PPWR, il regolamento sugli imballaggi, e dalle politiche per l’economia circolare, che non vanno indeboliti ma resi ancora più stringenti.
Le aziende dovrebbero produrre sempre meno imballaggi difficili o impossibili da riciclare. All’interno dello stesso quadro normativo troviamo obiettivi fondamentali, come il taglio drastico degli spazi vuoti e dei volumi, imponendo limiti massimi ad esempio nell’e-commerce e nei trasporti, per combattere alla radice la sovrapproduzione di rifiuti.
Inoltre, l’obbligo di utilizzare quote percentuali di plastica post-consumo nei nuovi imballaggi rappresenta una buona soluzione per provare a stabilizzare la domanda di materiale riciclato, proteggendo gli impianti anche quando la plastica vergine costa meno».
Ridurre i rifiuti alla fonte, e in particolare l’utilizzo della plastica, è forse importante quanto differenziarli correttamente. Guagnano ha avviato anche una collaborazione con Plastic Free: quali sono gli obiettivi dell’amministrazione e quanto è importante coinvolgere cittadini, scuole e attività commerciali in un percorso di riduzione della plastica?
«È fondamentale. Con le scuole portiamo avanti attività di sensibilizzazione annuali in collaborazione con Monteco.
Per quanto riguarda le iniziative promosse direttamente dall’amministrazione comunale, e in particolare in occasione degli eventi, nel dialogo con le attività commerciali cerchiamo costantemente di incentivarle all’uso di prodotti plastic-free, nel limite del possibile.
Va dato atto che c’è una buona sensibilità da parte loro nell’accogliere e adottare queste misure».