L’Unione dei Comuni del Nord Salento scende in campo per chiedere risposte concrete alla crisi agricola e ambientale che da oltre un decennio colpisce il territorio. Con una proposta di deliberazione datata 8 ottobre 2026, l’Unione chiede al Governo nazionale, per il tramite della Regione Puglia, il riconoscimento dell’intero territorio salentino come «Area Svantaggiata» o «Area di Crisi Agricola», alla luce delle conseguenze provocate dalla diffusione della Xylella fastidiosa e dal conseguente Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO).
Una crisi che ha profondamente trasformato il paesaggio rurale, compromesso la produzione olivicola e messo in difficoltà aziende agricole, frantoi, lavoratori e famiglie. Secondo quanto riportato nel documento, il fenomeno epidemico ha interessato un’estensione di circa 8.000 chilometri quadrati, pari a circa il 40% della superficie regionale, provocando la distruzione di oltre 20 milioni di piante. Un danno enorme, con ripercussioni che vanno ben oltre il settore agricolo e investono l’economia, l’occupazione e l’identità stessa del Salento.
Alle perdite produttive si aggiungono la riduzione delle giornate di lavoro agricolo, le difficoltà di numerosi frantoi e il drastico calo dei redditi per migliaia di famiglie e piccoli agricoltori. Una situazione aggravata da altre criticità strutturali, come la siccità ricorrente, il cambiamento climatico, il rischio di salinizzazione dei suoli, le difficoltà logistiche e il progressivo spopolamento delle aree interne e rurali.
Nel documento si evidenzia come le misure ordinarie e gli interventi finora attuati a livello nazionale e regionale non siano sufficienti ad affrontare un’emergenza di queste dimensioni. Da qui la necessità di strumenti straordinari capaci di sostenere il tessuto produttivo, salvaguardare i livelli occupazionali e creare le condizioni per un rilancio duraturo dell’agricoltura salentina.
La proposta recepisce le istanze avanzate dalle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei produttori agricoli, in particolare FLAI CGIL Puglia e ALPAA Puglia, impegnate nella tutela dell’occupazione, nel sostegno ai piccoli agricoltori e nella difesa della filiera agroalimentare. L’Unione dei Comuni esprime pieno sostegno a queste rivendicazioni e sollecita un intervento istituzionale incisivo, in grado di tradurre le richieste del territorio in provvedimenti concreti.
Tra le misure indicate figurano agevolazioni e compensazioni per aziende agricole, cooperative, frantoi e lavoratori, interventi strutturali per contrastare la crisi idrica e prevenire gli incendi, miglioramenti della logistica e della mobilità, programmi per il ripopolamento delle aree interne e strumenti specifici per garantire la continuità produttiva del settore primario.
Il riconoscimento del Salento come area svantaggiata o di crisi agricola viene considerato un passaggio fondamentale anche per valutare deroghe ai criteri ordinari e l’attivazione di strumenti fiscali, creditizi e procedurali straordinari, nel rispetto delle normative vigenti. La proposta richiama inoltre la necessità di verificare eventuali adeguamenti degli strumenti europei di sostegno all’agricoltura, compresa la Politica agricola comune 2023-2027, affinché possano rispondere meglio alle caratteristiche eccezionali della crisi.
L’iniziativa interessa direttamente i sette Comuni che compongono l’Unione del Nord Salento: Campi Salentina, Guagnano, Novoli, Salice Salentino, Squinzano, Surbo e Trepuzzi. Territori che continuano a subire pesanti conseguenze non soltanto sul piano produttivo, ma anche sotto il profilo paesaggistico, ambientale e turistico-ricettivo, con ricadute sull’attrattività delle aree rurali e sulle prospettive economiche delle comunità locali.
La deliberazione prevede la trasmissione dell’atto alla Presidenza della Regione Puglia, all’Assessorato regionale all’Agricoltura, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ai parlamentari e consiglieri regionali eletti nel territorio, alla Prefettura di Lecce, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria del settore agroalimentare. Alla Regione viene chiesto di assumere formalmente l’istanza e di sostenerla con la massima incisività presso il Governo nazionale e le competenti sedi dell’Unione europea.
La posta in gioco, sottolinea l’impostazione del documento, non riguarda soltanto il recupero della capacità produttiva agricola, ma anche la salvaguardia del paesaggio, della biodiversità e dell’equilibrio ambientale. La continuità dell’attività agricola rappresenta infatti un presidio essenziale contro il dissesto idrogeologico, gli incendi e la desertificazione, oltre a essere una condizione fondamentale per contrastare lo spopolamento e preservare l’identità del territorio.
L’Unione dei Comuni del Nord Salento punta dunque a portare la crisi agricola salentina al centro dell’agenda istituzionale, chiedendo che alla gravità dei danni provocati dalla Xylella corrispondano strumenti adeguati e interventi di lungo periodo. Ora l’attenzione si sposta sulla Regione Puglia e sul Governo nazionale, chiamati a valutare la richiesta e a individuare risposte concrete per garantire un futuro agli agricoltori, ai lavoratori e alle comunità del territorio.