L’ impresa di Torino con il pareggio strappato alla Juve lasciava presagire un pomeriggio dell’ Epifania sicuramente più dolce per i tifosi giallorossi, che invece hanno trovato nella loro calza soltanto una prestazione sottotono.
Contro una Roma falcidiata dalle assenze, con otto titolari indisponibili e una difesa infarcita di seconde linee per colpa delle squalifiche, Di Francesco (ancora squalificato in tribuna) conferma l’ undici di sabato pomeriggio confermando Veiga sulla fascia destra e concedendo un turno di riposo a Pierotti per il rientrante Sottil.
Il primo tempo regala davvero poche emozioni, con i salentini più imprecisi del solito contro una Roma che fa girare il pallone senza troppi affanni. E da una bella combinazione tutta di prima arriva il vantaggio capitolino con Ferguson che batte Falcone con un destro rasoterra.
Nel secondo tempo il ritmo rimane basso per via dei tanti falli e dei tanti errori in mezzo al campo, anche se l’ innesto di ‘Ndri porta un po’ di scompiglio nella difesa di Gasperini. Proprio da un affondo dell’ ivoriano arriva l’ unica palla gol per il Lecce in tutta la partita, ma Pierotti tutto solo all’ altezza del dischetto ciabatta clamorosamente il pallone mandandolo fuori di molto. E la legge divina del calcio è spietata, così dopo il gol sbagliato arriva il raddoppio della Roma con il tap-in di Dovbik sul tiro-cross di Wesley sugli sviluppi di un corner.
Si chiude con una brutta sconfitta casalinga il girone d’andata dei salentini, con un bottino di 17 punti e la palma di peggior attacco al giro di boa, chiamati al riscatto già domenica all’ ora di pranzo in uno sconto salvezza decisivo contro il Parma.









