Se è vero che nell’ignoranza si può vivere limitatamente, è ancor più vero che con la cultura le persone possono acquisire la totale indipendenza; infatti essa è alla base della libertà. L’istruzione ci permette di comprendere tante situazioni, e di conseguenza di prendere delle decisioni importanti in completa autonomia. Incentivare la cultura, quindi, per una società, equivale a rendere il mondo migliore. Purtroppo oggi un dato di fatto ci fa sprofondare nella tristezza, poiché moltissimi giovani abbandonano lo studio per dedicarsi ad un lavoro che procura guadagni, seppur irrisori, nell’immediatezza; ma ciò fa decadere lentamente l’intero sistema sociale. Le “classi pollaio”, le tasse universitarie esose, la chiusura delle scuole d’eccellenza, la mancanza demotivante dei posti di lavoro post-laurea: tutto concorre ad abbassare il livello culturale. È la società odierna a testimoniare i danni arrecati dalla non promozione della cultura, attraverso l’aumento di rapine, delinquenza, povertà, uso di droga, eccetera; i “cervelli” optano per lavorare all’estero, fuori dal nostro Paese, a cercare gratificazione altrove. Tutto ciò dovrebbe farci riflettere.
Certamente, per chi comanda è più comodo trovarsi con un popolo dove l’ignoranza alberga indisturbata, che è più facile da sottomettere, piuttosto che avere a che fare con una società acculturata che prende nette decisioni davanti ai “soprusi legalizzati”.
Il mio invito, oggi, è rivolto ai ragazzi e alle ragazze che spero leggano tanto e di tutto, affinché si innamorino della cultura e credano fermamente che essa nobilita l’uomo ed ha il potere di migliorare il genere umano, anche nella ribellione, poiché è il solo motore che fa funzionare bene il cervello.
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