Un tempo dominato e poi quarantacinque minuti di buio è la sintesi dell’ ultima trasferta dell’ anno del Lecce, che allo “Zini” di Cremona spreca una grande chance contro una diretta concorrente ormai lanciata verso una salvezza tranquilla.
Perché la Cremonese per tutta la prima frazione di gioco è rimasta a guardare una delle migliori prestazioni della squadra di Di Francesco, che dopo la ripresa è rimasta negli spogliatoi mentre Nicola ha aggiustato il tiro vincendola anche con i cambi dalla panchina.
La gara può mettersi in discesa per i giallorossi già dopo novanta secondi quando il solito illuminante Berisha trova Stulic solo a pochi metri dalla porta, ma l’ attaccante serbo spedisce clamorosamente fuori dallo specchio.
Pochi minuti più tardi è sempre il dieci albanese a creare pericoli agli avversari con un destro potente ma centrale parato in corner da Audero.
Il Lecce gestisce sempre il pallino del gioco vincendo tutti i duelli a centrocampo e pungendo sulla trequarti avversaria con il pressing alto di Banda e Pierotti, con l’ argentino protagonista di un doppio slalom in area di rigore murato dall’ ex Baschirotto prima della conclusione.
Nel secondo tempo però la Cremonese entra in campo con un piglio più aggressivo, e dopo cinque minuti si porta in vantaggio dagli undici metri con Bonazzoli dopo il fallo di Ramadani su Vandeputte.
Il Lecce accusa il colpo e non reagisce, i grigiorossi hanno una marcia in più e al 78′ trovano il meritato vantaggio costruito dai due neo-entrati Zerbin e Sanabria, con il cross dell’ ex Napoli per la testa del paraguaiano che batte Falcone.
I salenti tornano a casa con il rimpianto di un match sfuggitogli dalle mani che mette in risalto soprattutto i limiti della panchina di Di Francesco, che avrà l’ opportunità di riscattarsi già venerdì nell’ ennesimo scontro diretto in casa contro il Pisa di Gilardino.