Nel momento più critico e delicato della stagione il Lecce ha lanciato un messaggio per dirci che è vivo e che non smette di crederci.
E lo fa con una vittoria in trasferta a Cagliari, la terza della stagione, dopo una prestazione di gruppo convincente per sacrificio, compattezza e cinismo.
Un segnale forte di continuità dopo i tre punti arrivati in extremis contro l’Udinese per dare uno scossone alla classifica, lasciando un solco con le ultime due posizioni e risucchiando nella lotta per non retrocedere altre dirette concorrenti.
Alla Domus Arena l’ex Di Francesco schiera gli stessi undici scesi in campo nell’ultimo turno confermando al centro della difesa Gaspar, preferito a Siebert, mentre in avanti parte ancora titolare Cheddira per uno Stulic non al meglio della condizione. Oltre al lungo degente Berisha, prossimo al rientro, manca lo squalificato Banda.
I primi quarantacinque minuti di gioco scorrono senza particolari sussulti, con una prima lunga fase di studio caratterizzata da ritmi blandi. Il Cagliari prova a rendersi come sempre pericoloso sulla corsia di destra con il tandem Zappa-Palestra, tanto veloci quanto imprecisi. Il Lecce nella seconda parte di primo tempo gioca con ordine e sicurezza, mancando però lo specchio con i tiro sbilenco di Sottil e la doppia conclusione di Gandelman e Pierotti murata dalla retroguardia sarda.
Nella ripresa l’approccio dei rossoblu è timido, e il Lecce ne approfitta per prendere possesso della metà-campo avversaria ma rendendosi pericoloso sui calci piazzati quando Caprile respinge sulla linea l’incornata di Cheddira.
Al 65′ arriva il vantaggio direttamente su punizione calciata dalla trequarti da Sottil, telecomandata per la testa di Gandelman che anticipa l’uscita di Caprile e segna con la specialità della casa il suo secondo gol consecutivo.
Passano dieci minuti e il Lecce raddoppia, ancora sfruttando una difesa cagliaritana troppo disattenta sulle palle piazzate, con il tiro di Ramadani dal vertice dell’area che coglie di sorpresa un Caprile insolitamente disattento sul primo palo.
Nel finale i padroni di casa provano ad accorciare le distanze senza mai trovare un tiro in porta in tutti i novanta minuti, anche se il tiro dalla distanza di Soulemana fa la barba al palo e fa correre un brivido lungo la schiena a Falcone. Nel recupero l’esordiente Ngom si mostra subito propositivo e sfiora il terzo gol, negato soltanto da Stulic trovatosi sulla traiettoria del pallone.
Il Lecce vince cosi per la prima volta in questo campionato due partite di fila (l’ultima volta era successo alla fine dello scorso torneo contro Torino e Lazio), e sabato sogna il terzo sigillo contro un’Inter distratta dagli impegni in Champions League.