Pasquetta è la giornata del relax con gli amici e forse tutta la squadra del Lecce avrà confuso il prato del Via del Mare per il parco dove grigliare e prendere il sole.
Perché non si è mai avuta la percezione che gli uomini di Di Francesco fossero consci del fatto che questo pomeriggio bisognava scendere in campo e dare tutto per tenere vive le speranze salvezza.
Mentre chi ha davvero sacrificato la famiglia e gli amici, la scampagnata al mare o un pic,-nic in campagna, si è dovuto sorbire uno spettacolo ai limiti della decenza.
L’ Atalanta dal suo canto ringrazia e si gode il sole tornato a splendere sulla pietra leccese e le praterie concesse dai giallorossi, vincendo una partita giocate in pantofole. Anzi, in infradito visto il clima dolce e mite di oggi.
A tenere viva la flebile fiammella della speranza è il martire romano Wladimiro Falcone che si immola letteralmente sulle conclusioni a colpo sicuro di De Keteleare e Krstocic, ma non può niente sul dribbling e gol di Scalvini che alla mezz’ora del primo tempo da difensore si trasforma in goleador con gentile concessione della retroguardia ferma ad ammirare.
Nella ripresa la voglia di tornare in partita è quanto mai lontana con Ederson che si vede annullare il raddoppio per posizione di fuorigioco, salvo concedere l’ onore a Krstovic per il più classico dei gol dell’ ex per ricordare a chi negli ultimi due anni si permetteva il lusso di criticarlo che ora deve subirsi le gesta quanto mai sterili di Cheddira e Stulic in avanti.
A rendere più triste la Pasquetta ai leccesi ci pensa come sempre Raspadori, caparbio a chiudere un’azione offensiva prolungata degli orobici, ricordandoci che per tornare a sorridere domani in città almeno si può festeggiare “lu riu”.