Cento anni non si compiono tutti i giorni. La Scala del Calcio per la sua grande festa ha messo il vestito migliore, ancora a fare da teatro per lo spettacolo più bello del mondo dove però si è presentato solo il Milan a recitare il ruolo di attore protagonista, mentre il Lecce si è limitato al ruolo di spettatore.
Un copione purtroppo visto e rivisto negli ultimi anni, con i giallorossi sempre arrendevoli e mai propositivi davanti ad avversari di un livello superiore. Non a caso nelle ultime cinque gare giocate a Milano contro i rossoneri non è mai arrivato il gol.
Dopo la brutta prestazione di coppa Amorim schiera l’ artiglieria pesante con Gola, Rabiot e Pulisic schierati dall’ inizio, mentre Di Francesco deve rinunciare all’ ultimo momento all’ infortunato Thiago Gabriel.
Bastano quindici minuti al Milan per scardinare la difesa leccese, con Gaspar sorpreso da un lungo lancio che Pulisic trasforma in oro con uno stop a seguire con conclusione al volo che batte Falcone. Il Lecce tiene botta senza mai creare pericoli, e dopo l’intervallo prova a tenere ancora più alta la squadra con la corsa del giovane Estaban. Ma all’ ora di gioco i campioni milanisti decidono di regalare al Meazza un gol degno del suo nome: doppio triangolo di Rabiot prima con Pulisic e poi con Ramos, che stendono il tappeto rosso al francese che raddoppia tra gli applausi.
Al primo vero affondo di Monteiro sulla fascia sinistra il Lecce ha quasi l’ occasione per riaprire la contesa, ma Estupinan anticipa con una diagonale Pierotti pronto a spedire il pallone in porta.
Così basta la freschezza di Moreira appena entrato per rubare palla e tagliare la difesa con un grissino e chiudere la contesa.
Nel finale i nuovi entrati N’Dri e Fatah creano scompiglio ad un Milan già negli spogliatoi, con Maignan che nega il gol della bandiera allo svedese.
Adesso arriva la lunga sosta per le Nazionali, una pausa per ricaricare energie fisiche e mentali e riordinare le idee per un Lecce ancora confuso e alla ricerca di se stesso.