Due importanti simboli della storia e dell’identità di Salice Salentino sono entrati ufficialmente nel Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia: la Salve Regina del Maestro Angelo Luiso e la DOC Salice Salentino.
Si tratta di due espressioni profondamente diverse, ma accomunate dal forte legame con la comunità. Da una parte la musica sacra, la devozione popolare e la tradizione religiosa; dall’altra la cultura rurale, la viticoltura e i saperi legati alla coltivazione della vite, tramandati nel corso delle generazioni.
Il riconoscimento è arrivato nell’ambito delle procedure regionali per l’inventariazione del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, secondo le categorie previste dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
Particolare rilievo assume l’inserimento della Salve Regina del Maestro Angelo Luiso nella sottosezione dedicata ai componimenti musicali con spartiti originali e unici. L’inserimento è stato formalizzato con Atto Dirigenziale n. 304 del 25 agosto 2026, a seguito della candidatura promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Salice Salentino.
La Salve Regina rappresenta una delle espressioni più significative della tradizione sacra e musicale salicese. La sua esecuzione è legata alla celebrazione della Madonna della Visitazione e, ogni anno, la sera del 1° luglio, al termine della solenne processione della storica Fiera Mercato, diventa un momento di forte partecipazione collettiva.
La storia della composizione affonda le proprie radici nel primo Novecento. La prima stesura risale al 1919, mentre una successiva rielaborazione venne realizzata nel 1945. Si tratta di una cantata sacra per tenore e banda, dedicata alla Madonna della Visitazione.
Il valore della Salve Regina, però, non è legato soltanto alla sua importanza musicale. Il Maestro Luiso donò storicamente la composizione alla comunità salicese con il vincolo della sua esecuzione annuale. È proprio questa continuità ad aver trasformato la partitura in una tradizione viva, capace di attraversare le generazioni attraverso la musica, la partecipazione della popolazione e la memoria collettiva.
In passato, alla sua esecuzione veniva attribuito anche un significato propiziatorio per la prosperità delle annate agricole, rafforzando ulteriormente il legame tra fede, musica, comunità e mondo rurale.
Accanto alla tradizione musicale, il riconoscimento regionale riguarda la DOC Salice Salentino, inserita nella sezione dedicata ai saperi e alle pratiche sulla natura e l’universo, nella sottosezione relativa alle pratiche della tradizione rurale.
Gli esiti della candidatura sono stati approvati con Atto Dirigenziale n. 307 del 27 agosto 2026. Il riconoscimento valorizza la viticoltura non soltanto come attività produttiva, ma come patrimonio di conoscenze, gesti e pratiche tramandati nel tempo.
La cultura del vino comprende infatti il rapporto con la terra, la conoscenza dei cicli stagionali, le tecniche di coltivazione, la cura dei vigneti e la vendemmia. Un patrimonio che ha contribuito a costruire il paesaggio rurale e a caratterizzare la storia economica e sociale di Salice Salentino.
Il riconoscimento assume un significato ancora più particolare nell’anno in cui si celebra il cinquantesimo anniversario della DOC Salice Salentino. Cinquant’anni fa, l’amministrazione dell’epoca chiese e ottenne il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Oggi, a distanza di mezzo secolo, quella scelta viene ulteriormente valorizzata con l’inserimento della DOC nel patrimonio culturale immateriale regionale.
«Si tratta di un riconoscimento fondamentale, che inserisce il patrimonio della nostra comunità nel più ampio patrimonio culturale della Regione Puglia, secondo le categorie e i principi dell’UNESCO», ha sottolineato il consigliere con delega alla Cultura, Luigi Palazzo, evidenziando come il risultato rappresenti un ulteriore passo nel percorso di riscoperta e valorizzazione della storia e dell’identità di Salice Salentino.
Soddisfazione anche da parte del sindaco Mimino Leuzzi, che ha sottolineato il particolare valore del riconoscimento nell’anno del cinquantesimo anniversario della DOC e ha ricordato il significato della Salve Regina, considerata uno dei momenti più importanti dell’anno per la comunità salicese e profondamente legata alla tradizione della Fiera della Madonna della Visitazione.
L’amministrazione comunale intende proseguire nel percorso di valorizzazione del patrimonio immateriale salicese, con la consapevolezza che custodire una tradizione non significa soltanto conservarla, ma soprattutto mantenerla viva e trasmetterla alle nuove generazioni.
La Salve Regina e la cultura vitivinicola raccontano così, attraverso linguaggi diversi, la stessa storia: quella di una comunità che custodisce il proprio passato e lo trasforma in un patrimonio da consegnare al futuro.