Questa lunga sosta per gli impegni delle Nazionali serviva al Lecce per ricaricare le batterie dopo le prime cinque prove di campionato e capire veramente quale fosse la sua identità. Ma dopo tre settimane la risposta rimane ancora vaga e sospesa, dopo una prova che ha ancora messo in luce più i difetti (troppi) che i pregi (pochi) della squadra di Di Francesco.
Così, sotto il cielo nero visibile dalla copertura ancora incompleta del Via del Mare, il Bologna cambia passo con Palladino e ottiene la prima vittoria di questo inizio di stagione con una prova cinica.
Come al solito a rovinare i piani del Lecce ci pensa Riccardo Orsolini, che in semi-rovesciata squarcia il primo tempo e segna l’ ottavo gol della sua carriera ai giallorossi.
Nella ripresa i padroni di casa si spingono all’ assalto con la voglia e la freschezza di Esteban, ma a trovare il pareggio è lo svedese Fatah con un colpo di testa che anticipa il tempo dell’ uscita sbagliato di Pessina.
Quando il vento sembra soffiare dalla parte del Lecce, il Bologna scatta in avanti e punisce in contropiede con Cambiaghi che si invola sulla sinistra e serve l’ olandese Enem lasciato tutto solo dentro l’ area piccola. Il vantaggio rossoblu spezza le ali dell’ entusiasmo dei salentini che nel finale si riversano in avanti e sfiorano due volte il pari con le incornate di Coulibaly e Geubbels fuori di poco che condannano il Lecce al quarto ko in sei gare. le prime cinque prove di campionato e capire veramente quale fosse la sua identità. Ma dopo tre settimane la risposta rimane ancora vaga e sospesa, dopo una prova che ha ancora messo in luce più i difetti (troppi) che i pregi (pochi) della squadra di Di Francesco.
foto dí Pierluigi Pinto














