La rassegna Raccogliere: voci, storie, esperienze – promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Guagnano e da Imago, gestore della Biblioteca del Negroamaro e delle Terre d’Arneo – si arricchisce di un nuovo e suggestivo appuntamento dedicato all’incontro tra linguaggi artistici differenti, uniti dal filo rosso della creatività e della condivisione.
Venerdì 21 novembre, alle 17:30, la Biblioteca accoglierà INTIME VISIONI, una performance a cura del fotografo informale Cosimo Savina (Gruppo Exilles 32), che guiderà il pubblico attraverso 45 anni di ricerca fotografica. Un percorso narrativo e visivo costruito sull’esperienza, sulle sperimentazioni e sul rapporto profondo tra sguardo, emozione e istante.
La serata sarà resa ancora più particolare dalla prossimità con la festività di Santa Cecilia, patrona della musica. Per questo motivo è stato scelto un accompagnamento sonoro studiato appositamente per l’occasione: l’ensemble “Il suono lontano”, con brani di Michael Praetorius e Georg Philippe Telemann, eseguiti da Gabriele Alemanno al flauto e con Paolo Martina alla direzione artistica. Un dialogo raffinato tra immagini e musica, pensato per amplificare l’impatto emozionale della performance.
Cosimo Savina: una vita per l’immagine
Nato a Veglie nel 1955, Cosimo Savina ha trascorso gran parte della sua vita a Torino, dove ha sviluppato una lunga e articolata carriera nel mondo della fotografia. Le sue opere sono state esposte in numerose città italiane ed europee: da Roma a Vienna, dal Museo di Maglione a Lecce, fino alle rassegne torinesi e bergamasche, senza dimenticare l’importante antologica del 2018 al Cosmopolitan Art Center di Veglie.
Accanto alla fotografia artistica, Savina si è dedicato anche a teatro, danza ed eventi, portando avanti allo stesso tempo un’intensa attività formativa. È stato docente presso l’Istituto di Cinematografia “Fellini” di Torino e nel 2006 ha fondato, insieme ai suoi migliori allievi, il Gruppo EXILLES 32, con cui ha sviluppato – tra gli altri – un innovativo progetto sulla fotografia di scena collettiva.
Il suo approccio alla fotografia è profondamente legato alla visione umanistica del maestro Henri Cartier-Bresson, di cui Savina fa propria la celebre riflessione:
“Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi, il cuore. È un modo di vivere.”
