Ormai il Lecce di quest’anno non fa più notizia e regala l’ennesima prestazione scialba e svogliata proprio nel momento cruciale del campionato.
Non sono bastati cinque giorni di ritiro, l’ incitamento dei tifosi e la sconfitta della Cremonese a Napoli per spingere i giallorossi a dare il meglio di se contro un Verona ormai rassegnato alla retrocessione, finendo addirittura per tirare un respiro di sollievo nel finale per una sconfitta evitata per il rotto della cuffia.
Il ponderato Di Francesco deve fare a meno dell’ unico baluardo della stagione, lo squalificato Thiago Gabriel sostituito in mezzo alla difesa da Gabi Jean, mentre ritrova dall’ inizio il rientrante Gandelman con Banda e Pierotti dietro all’impalpabile Stulic.
Il primo tempo è una lunga agonia che spinge il tifoso davanti alla tv a rimpiangere l’ abbiocco sul divano, con i salentini che non arrivano mai a concludere nello specchio.
L’ unica vibrazione la regala Belghali con una sgroppata sulla destra che trova l’ opposizione di piede di Falcone, bravo poi ad intervenire in uscita sul tap-in di Akpa Akpro. Gli scaligeri rischiano soltanto con un retropassaggio leggero di Frese all’ indirizzo di Montipò sul quale Pierotti è come sempre in ritardo e poco reattivo.
La ripresa propone ancora uno spettacolo degno di palcoscenici minori, con le due squadre che testimoniano come il loro piazzamento in classifica sia veritiero offrendo materiale buono soltanto per i video della Gialappa.
Nel quarto d’ora finale il Lecce prova timidamente a fare la voce grossa con la prima conclusione di serata verso lo specchio, un cross di Banda fuori misura che per poco non coglie di sorpresa Montipò. Sull’angolo seguente Cheddira entrato da poco colpisce in malo modo, facendo rimpiangere attaccanti migliori.
L’ italo-marocchino ci prova poi con un’azione personale, il portiere gialloblù si oppone senza troppi patemi.
Nel finale si rivede Camarda, lanciato nel mischione a tempo quasi scaduto e nel recupero il Lecce rischia di cucinare la frittata: su punizione per l’Hellas, Falcone esce screiteriatamente favorendo il colpo di testa di Edmundsson ma l’ arbitro Massa dopo il richiamo del Var rileva un fallo del giocatore delle Far Oer ai danni del portiere giallorosso e annulla giustamente.
Così, come all’ andata, il match si chiude senza reti e senza emozioni. Unico motivo di soddisfazione per il Lecce è un punto guadagnato sulla Cremonese, ora terzultima da sola a 28 punti, ma il 1 maggio a Pisa servirà una versione migliore dei salentini per rimanere in corsa per salvezza.