Sono trascorse due settimane dalla Notte dei Grani, ma a Villa Baldassarri il fermento non si è spento. La comunità si prepara infatti a vivere altri due appuntamenti profondamente legati alla tradizione locale, la festa della Madonna del Carmelo e la Sagra del Maiale, mentre alle spalle dell’organizzazione degli eventi si apre una fase di riflessione, bilancio e programmazione.

A tracciare il percorso è Lea Sodano, presidente del Comitato Tecnico Operativo di Lievito Madre, che dopo il vortice organizzativo della Notte dei Grani sottolinea la necessità di fermarsi a riconoscere quanto è stato fatto, gli aspetti riusciti e quelli sui quali sarà necessario continuare a lavorare.
«Iniziative come la Notte dei Grani nascono grazie alla ricerca, allo studio, al consolidamento di relazioni, a tentativi ed errori», osserva Sodano, evidenziando il valore di una squadra che, nel corso del percorso, si è progressivamente rafforzata. Una squadra «ampia, generosa, preparata», alla quale la presidente riconosce il merito di aver contribuito in maniera determinante alla qualità dell’iniziativa.
Proprio nel pieno dell’organizzazione, però, è rimasto in secondo piano quello che Sodano definisce un «passaggio fondante»: il legame tra la Notte dei Grani e Lievito Madre, progetto che ambisce a costruire nel tempo un nuovo modo di vivere e interpretare gli spazi pubblici e il rapporto con il territorio.
Lievito Madre si configura infatti come un laboratorio urbano che porta al centro del dibattito pubblico il tema del cibo. Non soltanto come elemento della tradizione o della produzione locale, ma come vera e propria chiave di lettura del territorio, delle relazioni e dell’ambiente.
L’obiettivo è più ampio della realizzazione di singole iniziative: creare nuovi spazi di incontro, partecipazione e ricerca, restituendo alla comunità un ruolo centrale nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio pubblico.
«Un percorso lungo e tutto in costruzione», lo definisce Sodano, che potrà contare su un Comitato Tecnico Operativo composto da professionalità e sensibilità diverse, accomunate dalla volontà di contribuire alla crescita del progetto.
Ne fanno parte Pancrazio Nobile, operatore sociale e protagonista dei progetti Coltiva Te Stesso e Un Seme per il futuro; Ludovica Tramacere, ingegnera impegnata in diversi contesti associativi; Antonio Scalinci, componente attivo della comunità e delle associazioni locali e riferimento di un progetto di orto associativo; Cinzia Rapaná, artista poliedrica e operatrice sociale impegnata in percorsi di reinserimento sociale e lavorativo rivolti a persone con fragilità; e Riccardo Panna, biologo e dottore di ricerca in ecologia e cambiamenti climatici presso l’Università del Salento, impegnato nella salvaguardia e valorizzazione della biodiversità locale.
Una composizione eterogenea che riflette la natura stessa di Lievito Madre. Il CTO, spiega la presidente, non vuole essere uno spazio chiuso, ma un luogo aperto a chi condivide l’interesse per la valorizzazione di un bene pubblico e per la costruzione di nuove forme di partecipazione.
Due sono le direzioni indicate da Sodano. Da una parte, il cibo come lente attraverso cui interpretare il territorio, nelle sue dimensioni ambientali, ecologiche, economiche e relazionali. Dall’altra, il cibo come strumento di coesione sociale, capace di favorire l’incontro e contribuire alla riattivazione degli spazi di socialità.
È in questa prospettiva che la Notte dei Grani assume un significato che va oltre la singola manifestazione. L’evento diventa una delle tappe di un percorso più articolato, nel quale memoria, saperi, biodiversità, partecipazione e comunità possono incontrarsi e generare nuove progettualità.
«Nei prossimi mesi lavoreremo per definire obiettivi ed azioni», annuncia Sodano, con l’auspicio che il percorso possa «avvicinare sempre più nuove energie».
Dopo la festa, dunque, arriva il tempo della costruzione. E mentre Villa Baldassarri si prepara ai prossimi appuntamenti della tradizione, Lievito Madre guarda già oltre, con l’ambizione di trasformare l’esperienza maturata in nuove occasioni di partecipazione e di cura condivisa del territorio.