
Incontro nella Piazza centrale Salice questo pomeriggio alle 16 per la festa diocesana unitaria dell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.
“Questo è il mio corpo!” è lo slogan scelto, per certi versi provocatorio e al contempo evangelico.
Un nutrito numero di persone ha invaso le vie del paese dando vita ad un momento di festa e di riflessione “sul dibattito della Chiesa Italiana sul nuovo Umanesimo che sarà avviato in autunno al Convegno Ecclesiale di Firenze”.
Centrale anche l’attualissima tematica della corretta alimentazione, del ritorno alle origini, della difesa dell’identità di un luogo grazie alle sue colture, in esposizione a Milano.
“Mettendo da parte le polemiche generate dagli scandali di appalti truccati e soldi spesi in un momento delicato dell’economia mondiale, e isolando il messaggio che attraverso Expo 2015 si è scelto di trasmettere, questa diventa un’occasione per soffermarsi su cosa nutre il nostro corpo: quali cibi caratterizzano i pasti, cosa è conservato nelle dispense, quali alimenti abbondano nel nostro carrello della spesa! Sono tutti aspetti che chiamano in causa la nostra umanità e sollecitano un interrogativo ancora più forte, che richiede una risposta obiettiva: cosa effettivamente ci nutre? Se è vero che siamo quello che mangiamo, cosa possiamo dire di essere? E se non di solo pane vive l’uomo, con quali alimenti stiamo nutrendo la nostra anima? Sono questi, in sostanza, i punti di riflessione che attraverso le attività e le proposte ludiche coinvolgeranno i partecipanti alla festa in una grande celebrazione dell’uomo, della sua corporeità e di ciò che la alimenta”, si legge nel comunicato a firma dell’Azione Cattolica.
Tematiche queste che si sono snodate nel corso del pomeriggio senza perdere di vista il fatto che l’uomo non può considerarsi solo corpo o solo anima ma è invece “necessariamente da intendere un tutt’uno, un’anima che, attraverso il corpo, percepisce sensazioni, vive emozioni. Il nutrimento cui si fa riferimento, quindi, comprende tutta la persona intesa come tempio di cui prendersi cura e come anima da far espandere”.