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ACCETTARE LA STORIA

In questo quarto appuntamento domenicale con la rubrica “I doni dell’anima”, affronteremo un tema abbastanza importante: “accettare la storia”.
E dico subito che, se a qualcuno può sembrare semplice, bhè si sbaglia. “Accettare”, infatti, non vuol dire “farsene una ragione”, oppure fare spallucce e dire ”ormai è andata così…” rassegnandosi. Ricordiamoci che la rassegnazione è un sentimento che non appartiene al genere umano capace di intendere e di volere, ma è solo un modo per “alienarsi” e per eludere il problema.
Accettare benevolmente tutto ciò che ogni giorno ci accade, dunque, non è facile, soprattutto quando sono avvenimenti poco gradevoli, dolorosi, o assurdi, dei fulmini a ciel sereno. Rimaniamo basiti… della serie “proprio a me doveva succedere questo?” E allora cosa si fa? Sarebbe auspicabile in questo caso “farsi gli affari degli altri”, cioè vedere, con occhi virtuali, ciò che accade intorno a noi e dire ad alta voce ”c’è chi sta peggio” e automaticamente ritenersi fortunati per ciò che ci è accaduto perché poteva decisamente andare molto peggio. Tutte le situazioni, anche le più difficili da accettare, hanno un risvolto positivo della medaglia. E’ vero che a volte ci sentiamo persi, avviliti, ma è proprio a questo punto che “deve” inesorabilmente subentrare nel nostro inconscio la “forza” che ogni essere umano ha dentro di sé, quella forza innata che ci permette di ”pensare positivo”. Allora CORAGGIO, non c’è dramma, non c’è incidente, non c’è malattia che possa schiacciarci, SIAMO PIU’ FORTI NOI, è questo che la nostra strabiliante mente deve portarci a pensare, siamo più forti di quanto pensiamo. Ci vuole soltanto qualcuno che ce lo ricordi ogni tanto e, “accettare la storia” serenamente non sarà impossibile.

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