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CARO LECCE TI SCRIVO: COL BOLOGNA QUALCOSA ANCORA QUI NON VA

Difficile provare a invertire la rotta se il tasso delle prestazioni resterà mediocre e svogliato. Perché questo Lecce dimostra di non tenerci alla salvezza e sfoggia l’ennesima gara distratta, che conferma ancora il trend negativo in attacco e questa volta palesa anche i limiti della fase difensiva.

Il Bologna, con la testa alla coppa, ringrazia e senza spingere troppo torna a sorridere davanti al pubblico del Dall’Ara. Italiano, in vista del ritorno dei quarti di finale di Europa League a Birmingham contro l’Aston Villa, concede il riposo a mezza squadra titolare, schierando addirittura il terzo portiere Pessina.

Di Francesco non rischia dall’inizio Gallo e Gandelman, ancora acciaccati, e in questa giornata affida il peso dell’attacco a Stulic, assistito come sempre da Banda e Pierotti.

Proprio l’attaccante serbo, dopo dieci minuti, viene lanciato da Ramadani verso una prateria con il Bologna tutto riversato in attacco, ma il contropiede è lento e, una volta recuperato dall’ultimo difensore rossoblù, non riesce a piazzare il pallone, chiamando Pessina all’intervento comodo.

Al 27′ la difesa leccese si addormenta su un pallone innocuo: Orsolini sbuca alle spalle e supera Falcone con un pallonetto che si stampa sulla traversa, ma viene spinto in porta dal capitano Freuler.

Il Bologna si scrolla la stanchezza di dosso e gioca con facilità, sprecando il raddoppio prima con Casale, lasciato incredibilmente solo in mezzo all’area su calcio d’angolo, e poi con Orsolini, che fa girare la testa a Ndaba e chiama Falcone all’intervento coi piedi.

La ripresa segue il solito iter del campionato, con il Lecce che, una volta sotto di un gol, è incapace di rendersi pericoloso davanti e il Bologna corre zero rischi. Di Francesco prova a scuotere l’attacco inserendo Cheddira per l’ultima mezz’ora, ma il marocchino davanti non vede mai la porta.

I dieci minuti finali sono un saggio di declino tattico, con il Lecce che sfiora più volte la figuraccia. L’arbitro Colombo salva i salentini fischiando un fallo leggero su Ramadani di Orsolini, che aveva servito Castro per il raddoppio poi annullato.

Nel recupero il centrocampista albanese, nel tentativo di rimettere in gioco il pallone in fretta, calcia sulla spalla di un avversario; Bernardeschi serve Orsolini per il definitivo e tombale 2-0 e si chiude la gara.

Dopo il filotto di quattro sconfitte consecutive, adesso è davvero arrivato il tempo del giudizio per il Lecce e Di Francesco: le prossime sfide con Fiorentina, Pisa e Verona ci diranno chi siamo e se meritiamo la salvezza.

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